Fin da bambino ha sempre suonato qualcosa, considerando la musica, all’ inizio inconsciamente, poi consapevolmente, un grande gioco da vivere sul serio.
E ne fa un mestiere.
Cerca di dare vita a strumenti di ogni genere, compresi gli oggetti, attraverso un approccio diretto, fisico, completamente autodidatta e personale.
Col tempo capisce che non è la musica, bensì il suono ciò che è necessario.
La voce su tutto.
Poi un giorno, fra i quarantaquattro e i quarantacinque anni d’età, l’illuminazione.
Vede chiaramente tutto il ridicolo dell’arte mercificata e così sceglie un salvifico silenzio, per coltivare al meglio il suono interno ed un’arte spontanea libera da ogni vincolo.
Sposta allora la sua attenzione dal palco al ring, occupandosi di pugilato.
Infine comprende che il suono non è altro che un mezzo per arrivare a qualcosa di più profondo e così scopre il potere della meditazione.
Trovata la Via, sta cercando di percorrerla…